martedì, 07 aprile 2009

I magistrati sono delle pietre preziose per ogni democrazia. Per la nostra in particolare. I magistrati che fanno fino in fondo il loro dovere, ben inteso. Quelli che non si arrendono, quelli che non si piegano ai potentati. Gli altri, invece, sono un pericolo mortale. Luigi De Magistris e Clementina Forleo appartengono certamente alla prima categoria e proprio per questo sono stati allontanati dalle inchieste che stavano conducendo, distolti dai pentoloni maleodoranti che avevano scoperchiato. Perche' davano fastidio a molti, perche' facevano paura.

De Magistris, con le inchieste Why Not e Poseidon, stava indagando sulla mala gestione dei fondi comunitari nel sud Italia, sottratti regolarmente da politici disonesti ai loro obiettivi, che sarebbero stati quelli di costruire infratrutture, migliorare i servizi, generare nuove possibilita' di lavoro, sostenere l'economia. Insomma, un buon modo per risollevare finalmente il meridione che, al contrario, questi mariuoli hanno contribuito a bastonare una volta di piu', col sommo gaudio delle varie mafie.

Clementina Forleo, con la sua inchiesta sui "furbetti del quartierino" era andata invece a rimescolare nel torbido delle scalate bancarie fraudolente e dell'eterna connection tra la poltica deviata e il pianeta imprenditoriale/finanziario, sempre a caccia di favori e scorciatoie, che ha gia' provocato ingenti danni al nostro Paese. Anche lei non ha potuto purtroppo concludere il suo operato, che aveva gia' inziato a far tremare i polsi a piu' di un politico.

Entrambi dunque stavano per rispolverare i fasti di Mani Pulite, per fare un po' di pulizia e per farci capire, una volta di piu', che Tangentopoli non e' mai finita. E sono stati stroncati sul nascere. Spero davvero che possano, nei loro nuovi ruoli (De Magistris si e' candidato alle prossime elezioni europee con l'Italia dei Valori, la Forleo e' stata trasferita ad altra sede giudiziaria) riuscire ancora a fare luce su queste piaghe nazionali, senza essere stoppati sul piu' bello. E, con essi, tutti i magistrati che vorranno seguire il loro esempio e quello di Falcone, Borsellino, Di Pietro. L'esempio dei migliori.

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mercoledì, 25 marzo 2009

Proseguo la panoramica sui "nuovi partigiani" con tre giornalisti televisivi di grande carisma ed esperienza, dei quali ho molta stima personale.

Michele Santoro rappresenta ormai da parecchi anni uno dei baluradi dell'informazione televisiva d'inchiesta, del giornalismo con la g maiuscola che non piega la schiena di fronte ai potenti, come accade troppo spesso ad altri personaggi e in altri programmi, magari inspiegabilmente piu' seguiti o blasonati. Trasmissioni come "Samarcanda", "Il Rosso e il Nero", "Sciuscia'" e l'attuale "Anno Zero" mi hanno permesso, durante gli anni della mia crescita e della mia formazione, di farmi un'idea piu' precisa e veritiera di come andavano e vanno le cose nel nostro Paese.

Milena Gabanelli, una donna che ritengo estremamente seria, coraggiosa e "quadrata", conduce da alcuni anni "Report", un eccellente programma d'informazione su Rai Tre, dal taglio netto e preciso, che non fa sconti e concessioni a nessuno, che prende un fatto, un dossier, una vicenda economica, politica o giudiziaria e la sviscera con attenzione, come dovrebbe fare ogni programma giornalisitico che si rispetti.

Riccardo Iacona, che proviene dalla prestigiosa scuderia di Santoro, e' di recente diventato conduttore di un nuovo programma d'informazione dal titolo "Presa Diretta", che in pochi mesi ha gia' messo a segno ottime inchieste e reportage su temi caldissimi come la crisi economica, il lavoro nero, la disoccupazione, la scuola.

In una televisione dove l'informazione fornita dai telegiornali e' sempre piu' faziosa e scadente, dove le voci libere e coraggiose vengono messe spesso a tacere o ricondotte su sentieri piu' congeniali al torpore dell'italiano medio, avere tre cavalli di razza come Santoro, Gabanelli e Iacona, e' molto importante. Anche perche', come noto, la televisione e' ancora il principale (e spesso unico) mezzo d'informazione al quale attingono i nostri connazionali, non di rado tristemente digiuni di libri, quotidiani, internet e radio.

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martedì, 10 marzo 2009

Federico Elmetti e' stata una piacevolissima scoperta. Questo ragazzo, non ancora trentenne, scrive su un blog, dal titolo lievemente apocalittico ("Verra' un giorno"), con uno stile impeccabile ed elegante, su temi di attualita' politica, legalita', giustizia e molto altro ancora.

La sua e' una delle migliori penne in circolazione tra i blogger italiani, non solo per lo stile ma anche e soprattutto per la profondita' d'analisi. E' quasi stupefacente notare come questo ragazzo, ricercatore di fisica all'estero - dunque un cervello in fuga, che pero' non e' fuggito affatto, grazie alla Rete - riesca a documentarsi in maniera cosi' circostanziata e completa sui temi di cui parla ed a scrivere dei post che poco hanno da inviare a quelli dei nostri migliori giornalisti d'indagine (alla Travaglio, per intenderci). Elmetti e' anche autore di un libro, che mi riprometto di leggere presto, dal titolo "Marcello, Silvio e la Mafia" che analizza i rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Cosa Nostra.

Credo che la rinascita del Paese debba partire necessariamente anche da menti fertili come questa. Elmetti in fondo e' solo uno dei molti cittadini informati, attenti e coraggiosi che stanno iniziando a ricostruire una coscienza critica collettiva, un movimento fatto di idee e di ragionamenti, ancor prima che di persone, che spero possa trovare presto un approdo politico concreto. Evviva.

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venerdì, 27 febbraio 2009

Nel biennio 1992-94 Antonio Di Pietro era un eroe nazionale, adesso per una certa parte dell'opinione pubblica e' solo una politico fra i tanti. Per me continua ad essere una persona onesta, seria e intelligente.

Forse quando si parla di lui sarebbe opportuno ripercorrere la sua storia personale, magari confrontandola con quella del suo principale avversario politico, ossia Berlusconi. Di Pietro e' veramente una persona che si e' fatta da sola, senza aiuti e appoggi esterni, generalmente illeciti, come il suo rivale. Emigrato in Germania per lavorare e potersi pagare gli studi, e' stato successivamente in grado di vincere tre concorsi molto difficili nel giro di due-tre anni (quello da Segretario Comunale, quello da Commissario di Polizia e quello da Magistrato). Il resto della sua storia e' piu' noto: la grande inchiesta di Tangentopoli, la caduta della Prima Repubblica e il successivo ingresso in politica, sempre da bastian contrario, sempre molto attento ai temi della legalita' e della giustizia. E non solo.

Mi sembra che gia' semplicemente questo qualifichi e descriva l'uomo di cui stiamo parlando, al di la' delle sue incertezze dialettiche e del suo stile ruspante e sincero (che a mio avviso lo rende ancora piu' credibile), stile al quale generalmente si agganciano i suoi detrattori per porgli delle critiche del tutto pretestuose o addirittura prive di fondamento, come quelle relative ai suoi presunti guai giudiziari.

Antonio Di Pietro e l'Italia dei Valori sono attualmente l'unica vera opposizione al regime berlusconiano, vista la mollezza cronica del Partito Democratico e l'uscita dall'arco parlamentare della sinistra radicale. Continuo personalmente a confidare in lui e a votare per il suo partito, nella speranza che sempre piu' voci come la sua si uniscano al coro. Ce n'e' bisogno...

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giovedì, 19 febbraio 2009

E' il blogger  piu' famoso d'Italia ed uno dei primi al mondo. Il Beppe nazionale sta vivendo una seconda giovinezza da quattro anni a questa a parte - ossia da quando ha aperto il suo blog - anche se lui continua a definirsi semplicemente un comico (ed in effetti e' stato un grandissimo comico, specialmente negli anni '80). In realta' Grillo e' molto di piu' che un mero intrattenitore: e' una persona intelligente che fa informazione, politica, cultura, una persona che tiene svegli gli italiani, che li aggiorna, che li scuote.

I suoi post ricevono migliaia di commenti ogni giorno e sono letti da centinaia di migliaia di persone, anche all'estero. Il suo linguaggio e' colorito, irriverente, graffiante, efficacissimo. A volte magari trascende un po', esagera nell'uso di epiteti e nomignoli, ma sempre e comunque "a fin di bene".

Penso che Grillo sia davvero molto coraggioso. Non e' facile per un artista rinunciare all'applauso facile e al consenso generalizzato per porsi controcorrente, per attaccare ogni giorno i poteri forti, per parlare di malapotica, di ambiente, di energia, di informazione e di molto altro senza peli sulla lingua, facendosi molti nemici e rischiando in prima persona.

Molti vorrebbero che si candidasse alle elezioni. Secondo me il suo ruolo invece e' proprio quello di informatore-guastatore, di voce fuori dal coro, di agitatore delle coscienze. Penso che dovremmo essergli tutti veramente grati per averci reso cittadini piu' consapevoli e per aver creato una rete di blogger e di persone informate che cercano, con molta fatica, di cambiare le cose nel Paese.

 

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mercoledì, 11 febbraio 2009

Proseguo la panoramica sui "nuovi partigiani" con Piero Ricca.

Ricca e' salito agli onori delle cronache qualche anno fa, quando grido' a Silvio Berlusconi la famosa frase: "Buffone, fatti processare!", in un corridoio del Tribunale di Milano (se non erro). La frase non piacque ovviamente al Premier, il quale reagi' prontamente, querelando il nostro amico.

Ma lui non si e' fermato li', anzi. Ha creato un gruppo di giovani attivisti bene informati e preparati, chiamato Qui Milano Libera (QML), ha aperto un Blog che porta il suo nome (e che trovate fra i link a sinistra) ed ha iniziato ad effettuare le sue incredibili interviste di strada.  

Penso che Piero Ricca abbia un coraggio ed un senso della legalita' davvero fuori dal comune, oltre che un fisico massiccio ed una voce stentorea che lo aiutano non poco nel suo arduo compito. Egli e' infatti solito inseguire per strada politici, giornalisti e personalita' varie per porgli delle domande scomode, in maniera franca e diretta, senza peli sulla lingua. Purtroppo queste domande, che gli altri giornalisti si guardano bene dal fare, cadono quasi sempre nel vuoto, senza ricevere alcuna risposta. Molto spesso, inoltre, le guardie del corpo del potente di turno o i "militonti", come li chiama lui, si frappongono tra l'intervistatore e l'intervistato, consentendo a quest'ultimo di darsela a gambe. Sono gia' dei cult, in Rete, le sue singolar tenzoni con Vittorio Sgarbi, da lui piu' volte affrontato in pubblico a viso aperto, senza alcun timore, per ricordargli i suoi guai giudiziari e i suoi infamanti giudizi su Caselli e sul pool antimafia di Palermo.

Accanto a questa attivita' d'assalto ve n'e' poi una molto piu' riflessiva, che riguarda la pubblicazione di libri, post ed interviste piu' "normali", con costante attenzione ai temi della giustizia, della legalita', dell'informazione e del rispetto della Costituzione.

Forza Piero, su la testa!

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venerdì, 06 febbraio 2009

Inizio la mia carrellata-omaggio ai "nuovi partigiani" con Marco Travaglio.

Lo considero personalmente uno dei migliori giornalisti italiani attualmente in attivita'. Allievo ed epigone di Indro Montanelli - fu al suo fianco nel Giornale e poi nella breve avventura de "La Voce", dopo l'inevitabile "divorzio" con Silvio Berlusconi - dotato di una memoria e di una verve ironica fuori dal comune, vero e proprio maestro nel lavoro d'archivio e di ricostruzione e nelle inchieste in ambito politico-giudiziario.

Di lui si puo' senza dubbio dire che sia una persona estremamente onesta, seria e, soprattutto, coraggiosa: doti alquanto rare nel panorama del giornalismo italiano (anzi, nel panorama italiano tout court, oserei dire). Il blog che gestisce assieme ad altri due ottimi giornalisti (Peter Gomez e Pino Corrias) si chiama Voglio Scendere. I suoi post sono sempre interessanti, originali e, ancora una volta, coraggiosi. Non mostra la minima paura nel parlare di mafia, tangenti, mala politica. Si fa portavoce di giuste istanze di legalita', giustizia e rispetto della Costituzione.

Pur non essendo un tecnico del diritto credo che potrebbe sostenere tranquillamente una lezione di procedura penale o diritto costituzionale, vista la grande esperienza acquisita attraverso le sue inchieste.

Ma forse il Travaglio migliore e' quello che, nei dieci minuti iniziali di Anno Zero, guardando fisso nella telecamera, smaschera le peggiori nefandezze della nostra classe politica e imprenditoriale (e non solo), senza giri di parole, senza paure. Questi brevi interventi - una versione piu' sintetica di quelli che manda in onda su Passaparola ogni lunedi' alle 14 (sul suo sito, oltre che su quelli di Grillo, Di Pietro e poi su YouTube) - si concludono sempre con una stilettata finale, ironica ma spietata, che fa venire i brividi. E che, personalmente, mi fa gioire.

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martedì, 03 febbraio 2009

C'e' qualcosa di nuovo nell'aria. C'e' qualcosa di nuovo nel Paese. Un gruppo di persone che ragionano, riflettono, si informano, discutono e combattono (con le parole e il pensiero) per la verita', per la giustizia, per l'equita' sociale. Una schiera di cittadini - sempre piu' folta, sempre piu' grande - che cerca di capire veramente cio' che accade, che cerca di rileggere la realta', di svelare i retroscena e gli "inciuci" che non vengono mai, o quasi mai, raccontati con precisione e onesta'.

Tutto questo e' reso possibile grazie ad Internet, alla "Rete", a You-Tube, a Wikipedia, ai blog, alle community, ai forum. Tutti questi strumenti, ormai a disposizione di un sempre maggior numero di persone, stanno contibuendo a far aprire gli occhi a molta gente, stanno contribuendo a risvegliare le coscienze, e l'intelligenza, di molti cittadini. Ed e' cosa buona e giusta, a mio avviso.

I nuovi partigiani, i nuovi eroi, si chiamano Marco Travaglio, Piero Ricca, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, e tanti tanti altri, meno famosi magari rispetto ai nomi che ho appena citato, ma spesso sorprendentemente informati, attenti, rigorosi nel seguire con occhio critico e disincantato cio' che avviene in Italia, ad analizzarlo e a commenatarlo. Tutti assieme, nel confronto reciproco e spesso aspro delle idee e dei giudizi contrapposti.

Credo che la Rete sia un luogo (anche se virtuale) in cui stanno trovando felice applicazione alcuni fondamentali principi democratici, come la liberta' d'espressione, ed alcuni valori pregnanti della nostra Costituzione, troppo spesso maltrattata e derisa, specialmente negli ultimi tre lustri.

Nei prossimi post cerchero' di tracciare dei brevi ritratti di questi nuovi condottieri, di questi nuovi tutori della liberta' e della legalita', sperando, in tal modo, di dare il mio piccolo e personale contributo alla causa.

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lunedì, 24 dicembre 2007

...che avete finalmente  finito di correre a destra e a manca per comprare regali per parenti, amici, colleghi e affini fermatevi un attimo a pensare a voi stessi, al vostro passato, al vostro futuro, alla vostra vita. Prendete un bel respiro e poi...ripartite! E' Natale, no?

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giovedì, 23 agosto 2007

Su un piatto d'argento

Tornando da un gradevolissimo periodo di vacanze in Salento (di cui vi parlerò in futuro) sono rimasto molto colpito nel notare che, nelle nostre stazioni di servizio, vengono tranquillamente vendute bottiglie di alcolici e superalcolici in gran quantità. Quale miglior invito a mettersi al volante brilli o addirittura ubriachi?

Mi domando: a cosa servono le continue riforme del codice della strada con relativi inasprimenti di pena se poi si permettono questi commerci pericolosi? Certo, una persona dotata di medio intelletto non si scolerà immediatamente la bottiglia di Chianti che si è comprato in autostrada, ma tutti gli altri? 

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